Toys Designers
La stretta relazione tra Toys e Streetart non è certo una coincidenza. Gli artisti che,in tutto il mondo,ideano e creano Toys rimangono legati al mondo dei graffiti da strada.E' quantomai evidente da un punto di vista estetico le affinità cromatiche,volumetriche delle figure dipinte sui muri di New York,Los Angeles,Parigi,Berlino,Tokyo,Barcellona e le caratteristiche peculiari dei Toys.Bisogna ricordare che gli artisti di strada,da sempre,sono stati osteggiati,arrestati e i loro graffiti fatti scomparire sotto chili di vernice bianca.Ciò che accomuna ulteriormente i movomenti artistici di strada e i Toys'designer è la collaborazione reciproca in ordine ad uno stesso progetto.Così,non è difficile individuare gruppi eterogenei di "graffittari" e designers che si occupano delle diverse parti dell'opera contribuendo alla realizzazione senza che nessuno sia il creatore di riferimento.
Da un punto di vista concettuale si nota come il sentimento di nostalgia sia quanto di più lontano ci lega al mondo Toys.La nostalgia è il ricordo di un'emozione:quando proviamo questa emozione,solitamente legata ad un oggetto,non si connette direttamente all'oggetto stesso ma a ciò che non è più presente,qualcosa nel nostro passato che spinge per riemergere.Un vecchio trenino,un modello di areoplano ritrovato in qualche cassetto,sono presenze che ci riportano ad un passato lontano,difficilmente recuperabile.Nostalgia e Toys sono due dimensioni che entrano in conflitto l'una con l'altra.Il Toys è per sua natura attuale,presente,in continua evoluzione.La nostalgia uccide la temporalità e unictà dell'oggetto d'arte:se ci voltiamo verso il passato non possiamo concepire una produzione artistica che si concentra hic et nunc,sempre qui,tra noi e mai ovunque.Gli orsetti di Mori Chack(Gloomy Bear) presentati nella loro tipica colorazione rosa esprimono la continua tensione tra una dimensione di sicurezza e complicità e il sangue a chiazze sui loro musetti,evidente riflessione sulla potenziale pericolosità del piccolo orsetto costretto per natura a crescere e mangiarci.Come tutta l'arte contemporanea,i nostri orsetti,ricordano il lato oscuro annidato nelle forme artistiche del xxi secolo.
Quando cominciarono ad apparire i primi shop dedicati ai Toys la domanda più frequente da parte dei visitatori era:"da dove provengono questi oggetti?".La risposta è abbastanza semplice:"da nessuna parte".Ciò che più colpisce il potenziale cliente è l'assenza di una provenienza accertata,di un cenno tradizionalista,che affonda le sue radici nel nostro passato. I Toys seguono il cogito cartesiano:esistono,dunque sono.La loro irriproducibilità,la volontà di crearli solo in serie limitata,rispecchia questa filosofia artistica.Un Toys non esisteva prima di concepirlo e scomparirà dopo essere stato venduto.
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