MATERIA. Dalla percezione alla suggestione.
A cura di Alessandro Veneziani e Elena Vezzoli
Dal 19 febbraio al aprile 2009
Inaugurazione: giovedì 19 febbraio 2009
Artisti: Nicola Delvigo, Nicola Evangelisti, Giovanni Mattio, Fabio Presti, Nicola Tognoli, Alessandro Veneziani
CONCEPT
Che significato può avere al giorno d’oggi proporre una mostra che ha come tema la materia? Viviamo in una società la cui strada è segnata in direzione di una virtualità diffusa, ove siamo continuamente sottoposti a stimoli percettivi provenienti da impulsi extramaterici; tutto diventa sempre più impalpabile e persino i rapporti umani vengono oggi integrati, se non addirittura sostituiti, da esperienze virtuali, come quelle proposte dai siti di social network. Certamente l’avanzata della tecno arte, ha ampliato in modo esponenziale le possibilità espressive e condividendo strumenti e canali con le più attuali forme di comunicazione, può apparire accattivante e, per certi versi, più vicina al quotidiano rispetto alle forme tradizionali. Ma la realtà offerta da queste forme altro non è che un’illusione, una convenzione alla quale tacitamente ci si prostra e che svanisce nel momento in cui si cerca un approccio fisico e reale.
Questo percorso si propone di mostrare come la materia, quella concreta, tangibile, estratta dal contesto quotidiano, viva pienamente della propria fisicità, e offra ai lavori caratteristiche vitali che suggeriscono un approccio percettivo, legato ad impulsi tattili; alla bidimensionalità classica si sostituisce un accenno di spessore, fisica presenza che colloca la materia a metà strada tra l’essere semplice strumento di lavoro oppure soggetto stesso della composizione. E’ così che carta, stoffa, metalli, creta, colori e altri materiali assumono dei lineamenti nuovamente interessanti. I materiali influenzano ogni aspetto della vita quotidiana, presentandosi tanto strumenti quanto risultato delle azioni dell’uomo; quando terminano il loro ciclo vitale vengono, però, abbandonati e diventano di colpo inutili e desueti. I materiali hanno tuttavia delle proprietà fisiche che permangono, essendo insite e proprie della materia: sono queste che rinascono nelle mani dell’artista, che le modella, le plasma e le combina (ri)portandole alla luce.
La materia, primordialmente manipolata per plasmare la realtà, ritrova nell’arte un’utilità perduta. La diversità degli apporti materici nelle opere proposte rispecchia il carattere multiforme dei materiali. Il pensiero aristotelico sottendeva la materia al mutamento e alla forma; la ricchezza di ogni materiale trova in questa concezione un valido supporto. La materia è forma in potenza, contiene nella sua essenza tutte le forme possibili dell’universo; ma lungi dall’essere un mero strumento, volto a reificarsi in seguito ad un processo, la materia si presenta, spesso, come forma a se stante, conclusa e al tempo stesso in attesa di ulteriori sviluppi.
L’utilizzo dei materiali, la riscoperta del piacere tattile come forma di conoscenza, che si combina alle proprietà fisiche di carta, stoffe, resine, sabbie, polveri e molto altro ancora; la materia non è indeterminazione, ma è un corpo concreto, soggetto a forze esterne, con le quali instaura dei rapporti e attiva delle reazioni.
E’ una presenza tangibile, che può mostrarsi nel suo aspetto più puro ed incontaminato, può vestirsi di nuovi colori, ovvero nascondersi, celarsi tra i componenti dell’opera e diventare da concreta ad impalpabile, pur mantenendo la sua fisica presenza.
La materia è un oggetto - soggetto che muove ed è mossa, che crea ed è creata e vive nuove esistenze per ogni contesto in cui la si colloca.
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